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Daniele Amerini a Mdc: “Frosinone, la piazza e il suo Presidente meritano la A: i tifosi sono grandi!”

Momentidicalcio.com ha avuto il piacere di intervistare Daniele Amerini, ex calciatore viola è ora noto procuratore sportivo, alla vigilia del big match di domani tra Juventus e Fiorentina.

Sono stati toccati tanti altri temi interessanti riguardanti il mondo del calcio visto tramite le parole di Amerini che non sono mai banali.

Queste le sue parole:

Buonasera, grazie per aver accettato il nostro invito.

1)Lei oltre ad essere nato a Firenze ha giocato nella Fiorentina e tanti tifosi la ricordano ancora con molto piacere per l’attaccamento alla maglia viola oltre che per le sue qualità tecniche di centrocampista.

Capita proprio a proposito visto che sabato a Firenze c’è la partita dell’anno con la Juventus. Come vede questa gara? Ci sarà davvero partita o la Juve è di un altro pianeta?

Sicuramente ci sarà partita. Venire a giocare a Firenze è sempre difficile per tutti, soprattutto per la Juve, dato che qui è una partita molto sentita sia come ambiente, viene caricata e sarà dura per la Juve.

Però è chiaro  che i valori sono molto diversi e quindi la Juve viene a FIrenze da favorita, per la Fiorentina fare risultato sarà motlo difficile

2) Ci può raccontare qualche episodio inedito di un Fiorentina-Juventus dei suoi trascorsi a Firenze?

Purtroppo i miei Fiorentina – Juventus sono un 3-2 per i bianconeri, quello del gol di Del Piero all’ultimo minuto e un 4-0 per la Juve a Firenze, quindi sono ricordi non positivi, però credo che i ricordi positivi in Fiorentina – Juve in molti ce l’hanno negativi, perchè è sempre stata in favore della Juve.

In più ci metto anche un torneo di Viareggio perso in finale con la Juve, quindi i ricordi sono brutti per forza.

3) Lei ha avuto dei trascorsi calcistici anche con un’altra squadra che ora è in Serie A: il Frosinone: che ricordo ha della sua esperienza in Ciociaria e della tifoseria frusinate?

Un grande ricordo, anche perchè ero arrivato con un po’ di scetticismo dopo un anno alla Reggina con il -15 e Mazzarri in panchina, quindi ero arrivato non con la testa giusta.

Poi con il trascorrere dei mesi mi sono ambientato alla grande, ho trovato un grande presidente con cui ho avuto molto da ridire ma secondo me in questi momenti si fortificano i rapporti.

Devo riconoscere che è un presidente che merita la A fissa e con continuità: grandi tifosi che vivono per la squadra. Alla fine è stato un anno breve ma ampiamente positivo, tra l’altro segnai anche 4 gol…

4)Lei ha giocato anche a Reggio Calabria (dove tra l’altro ha curato in gennaio il trasferimento di Alessandro Provenzano dal Cuneo prima che il medesimo andasse poi alla Lucchese in estate) e Palermo ovvero due piazze meridionali: perché secondo lei, vista la passione che c’è nel Sud Italia, il grande calcio si è fermato a Napoli?

Purtroppo a parte De Laurentiis non ci sono stati grandi imprenditori che hanno investito in queste realtà. Le piazze più importanti sono al nord. E’ chiaro che è più facile investire al nord piuttosto che al sud.

Io credo che la passione di tanti tifosi potrebbe ripagare; in tante piazze come ad esempio a Palermo, potrebbero ripagare un investimento di un imprenditore che abbia volgia di far calcio.

4) Lei ora fa il procuratore sportivo: come è nata l’idea di questa nuova esperienza nel mondo del calcio?

E’ nata perchè non avevo più voglia di stare in campo, non volevo dipendere da nessuno, così se ero bravo almeno mi sarei fatto la strada con i miei mezzi, mentre se fai il direttore o l’allenatore devi dipendere sempre da un presidente o da un direttore sportivo, da legami, dipendi tanto da pubbliche relazioni, e a me non andava.

6) Il suo maestro è stato un altro grande calciatore della Fiorentina, Moreno Roggi che potremmo definire come procuratore vecchia maniera: come è cambiata la figura del procuratore oggi?

E’ stato uno dei più bravi procuratori che ci sono stati. Io ho potuto ammirare durante la mia carriera come lavorava con me. Io credo che della vecchia figura dei procuratori sia stato uno dei più bravi.

E’ chiaro che oggi è cambiato totalmente il modo di fare il procuratore. Il procuratore vecchio stampo ormai non esiste più. E’ quasi più un pool di procuratori messi insieme, società che investono nei giocatori. E’ diventato molto più complicato. Ci sono molti procuratori bravi, molti invece sono improvvisati: un consiglio che posso dare a chi si vuol far seguire da un procuratore è che scelga in base anche ad un curriculum, e su chi investa anche sulle persone.

7) c’è qualche calciatore della sua scuderia che vedrebbe bene alla Fiorentina e che potrebbe consigliare a Corvino?

Corvino sa da solo, non ha bisogno dei miei consigli. Io sono di Firenze, quindi sia in bene che in male non mi sento di consigliare nessuno, perchè poi potrei essere frainteso sul risultato.

Lascio stare a Corvino le decisioni in casa Fiorentina.

8) Cosa manca secondo lei ai viola per ritornare agli antichi fasti?

La Fiorentina è sempre stata una società, a parte i due scudetti, di medio-alto livello. Negli anni la media della Fiorentina è quella di quest’anno o qualcosa meglio.

E’ vero che con Trapattoni, Montella, Prandelli, la Fiorentina ha alzato l’asticella, poi sono diminuiti gli investimenti e di conseguenza anche la classifica è stata condizionata. Nel 90% dei casi la classifica rispetta il fatturato di una società. In questo momento il fatturato della Fiorentina è il settimo-ottavo e quindi rispecchia il valore della squadra.

O si torna ad investire, oppure il livello della Fiorentina rimane quello. Mancano investimenti maggiori a livello di ingaggi per provare ad arrivare in Champions League, altrimenti si rimane così…

9) Se lei fosse il procuratore di Federico Chiesa cosa gli consiglierebbe per il suo futuro?

Io essendo tifoso della Fiorentina spero che rimanga qui a lungo, poi è chiaro che se continua la crescita in questo modo e così è chiaro che prima o poi debba fare un ulteriore salto di qualità, a meno che la Fiorentina non decida di tornare a investire per arrivare in Champions e allora potrebbe benissimo restare qua.

E’ un giocatore però che meriti nei prossimi anni di andare a giocare la Champions League.

10)In Italia campionato finito già a novembre con la Juve vincente? Ce la fa secondo lei a vincere la Champions?

Vincere la Champions è difficile, perchè dipende da come arriva nei momenti clou, dagli ottavi in poi. E’ importante la condizione, gli infortunati…

Per vincere la Champions ci vuole fortuna anche a trovare gli incastri giusti, quindi è difficile dirlo, ma quest’anno ha tutto il potenziale per poterlo fare.

Per il campionato credo che sia nettamente favorita e superiore, ma con la rosa che ha a disposizione ha già messo una grossa ipoteca.

11) L’avvento di Cristiano Ronaldo è stato un bene o un male secondo lei per il calcio italiano? Rischia di avere aumentato ancora il già notevole distacco fra la Juve e le altre?

Per me è stato un bene aver riportato sotto i riflettori un campione. Probabilmente ha fatto tornare la voglia anche di investire sui top. Ronaldo è il primo top che arriva dopo una decina di anni a questa parte. Si spera che qualcuno lo segua e riporti al calcio italiano il primato.

Quando giocavo io i giocatori più forti erano in Italia.

A cura di Raffaele La Russa

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Giornalista Pubblicista, Direttore Responsabile di Momenti di Calcio. Appassionato di calcio e laureando in Giurisprudenza all'Università Di Roma Tre

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