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La moviola delle partite del sabato: manca un rigore alla Roma e un rosso a Cassata

Ecco il consueto appuntamento con la moviola delle partite giocate sabato con il commento del Corriere dello Sport.

LA PENNA, JUVENTUS-SPAL

Ancora una buona partita per Federico La Penna: non difficilissima, ma è stato accettato da tutti, ha sempre tenuto alta la concentrazione, ha usato anche il brutto muso quando serviva (giallo a Bentancur). Corretto fermare il gioco sull’autogol di Gomis, il gol di Ronaldo è buono.

Veniamo al caso da scuola: Gomis rimette il pallone in gioco dal fondo e qui accadono due cose, con la prima che diventa – temporalmente – determinante sulla seconda: a) Mandzukic è all’interno dell’area e diventa punibile quando corre verso Felipe; b) Felipe tocca il pallone quando lo stesso ancora pizzica per un pelo la linea (ci vorrebbe la GLT), dunque non è ancora uscito completamente.

Corretto fermare tutto (magari farlo prima…). Dal prossimo anno tutto questo cambierà, la regola verrà modificata, il pallone si potrà toccare (e lo potrà fare anche l’attaccante) quando è dentro l’area.

PAIRETTO, INTER-FROSINONE

Imbarazzante. Perché in una partita che ha avuto sempre poco da dire, visto il divario delle due squadre, che è stata indirizzata praticamente da subito (dopo 10’ l’Inter vinceva già 1-0 e aveva pieno controllo), riuscire a commettere degli errori talmente elementari da lasciare interdetti anche i meno esperti in materia, fa capire la pochezza tecnica di Pairetto.

Non nuovo a simili performance, purtroppo per Rizzoli, che farebbe bene a prendere provvedimenti.

Con poche decisioni tecniche pesanti da prendere, la gestione disciplinare è diventata derimente. E così Cassata è stato graziato due volte: prima quando allarga il braccio sinistro su Lautaro Martinez (ci poteva stare il giallo), poi, già ammonito (trattenuta a Politano), si fa soffiare il pallone da Gagliardini e per evitare che ripartisse in contropiede lo ha trattenuto nettamente. Doveva essere secondo giallo, fra l’altro un provvedimento elementare, pulito: non è arrivato nulla.

Non è l’unico cartellino che l’arbitro di Torino e non è stato l’unico cartellino dimenticato. In ordine: D’Ambrosio, Chibsah e Goldaniga (su D’Ambrosio non ha fischiato neanche fallo). Sì, può bastare.

FABBRI, UDINESE-ROMA

La semplicità della partita è nella gestione della stessa da parte di Fabbri: due o tre falli ad inizio gara (Santon su Samir, Nuytinck su Schick, Samir diretto su Kluivert) da giallo vengono derubricati a semplice rampogna. Eppure l’arbitro internazionale da gennaio commette un errore: su Pellegrini ci stava il rigore.

NEANCHE DA VAR? – Analizziamo l’episodio: Pellegrini ha pieno possesso del pallone, in vantaggio, difende il pallone dall’arrivo di Samir, completamente scomposto: il giocatore dell’Udinese colpisce per primo la gamba sinistra del centrocampista giallorosso, poi lo tampona. Proprio il primo contatto lo differenzia dall’episodio Toloi-Chiesa (e pure su quello, restiamo sempre più sul rigore). Possibile che tutti pieni di certezze non siano ricorsi al VAR?

QUI IL VAR SÌ – VAR che arriva per annullare (giustamente) il gol di Pussetto: posizione al limite (il fuorigioco 3D dovrebbe risolvere tutti i dubbi), ma il braccio destro addomestica il pallone, vanificando il precedente controllo di petto.

(Fonte Corriere dello Sport)

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