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Alessio Baronchelli a Momenti di Calcio: “Vi racconto il calcio in Lituania. Oggi i giovani non hanno spirito di sacrificio…”

La Redazione di Momenti di Calcio ha avuto il piacere di intervistare Alessio Baronchelli, Direttore Generale del Nevezis FK, che ha accettato il nostro invito e ha parlato della sua attività spiegando tante sfaccettature di questo mestiere.

1)      Ci può dire  come nasce e perché ha deciso si intraprendere questa avventura in questa squadra lituana del Nevezis FK?

L’avventura è nata grazie ad un nostro giocatore che attualmente gioca lì, che è stato da collante tra noi e il presidente, ci siamo piaciuti con programmi di comune accordo e abbiamo deciso di iniziare questo percorso insieme.

2)      A che punto è il suo progetto di lavoro come Direttore Generale? È  a lunga o media scadenza?

Il progetto è a lunga scadenza. c’è tanto da fare sia a livello amministrativo che sportivo, grazie anche al mio socio che è il direttore Sportivo Davide Stuto, con il quale abbiamo iniziato questo progetto su cui c’è molto da lavorare.

3)      Quali sono gli obiettivi da raggiungere?

Migliorarsi di anno in anno in classifica e dare maggiore risalto ai nostri giovani per opportunità  in ambito internazionale e in altri mercati.

4)      Quali sono, secondo lei, le sostanziali differenze fra il calcio lituano e quello – sempre rapportato alla categoria in cui milita la sua squadra – con il calcio italiano?

La mentalità e la voglia di arrivare in Lituania ad oggi è nettamente maggiore rispetto ad alcuni campionati. Anche a livello di strutture si stanno ingrandendo, cosa che in Italia si è un po’ fermata.

5)      A che livello è, secondo lei, il calcio lituano e come si potrebbe inserisce nel contesto europeo ovvero a quale nazionale più conosciuta potrebbe paragonarsi?

A livello europeo è una nazione non grande ma di qualità, con grandi calciatori, paragonabile alla svizzera, così come Albania, Romania e Croazia, che ad oggi è una delle top. può arrivare ad essere paragonata a queste nazioni.

6)      Come è organizzato in generale il calcio giovanile in quel Paese?

Il calcio giovanile è una tematica a cui tengo molto, perchè i giovani permettono e da questo punto di vista è molto basso sotto l’aspetto degli allenatori, che mancano di metodologie. Io con Stuto sto cercando di portare una nuova metodologia più italiana.

7)      Ha altri progetti futuri in questa squadra?

Stiamo valutando diverse partnership con altre squadre professionistiche inglese e russe e abbiamo anche avuto contatti avanzati con altri club italiani.

8)      Lei è anche socio della Best Soccer Management che e una società di procuratori sportivi creata insieme a Gianluigi Marraffa e Davide Stuto che è anche Direttore Sportivo del Nevezis FK: noi abbiamo avuto già il piacere di parlare con Gianluigi Marraffa che ci ha spiegato il suo entusiasmo e passione per questa attività: c’è qualche giovane della vostra scuderia che gioca in Lituania?

Noi abbiamo molto entusiasmo e siamo felici che un nostro giocatore, Spaltro del 1999, ragazzo umanamente splendido si sta ritagliando una parte importante, ha già segnato 5 gol in Lituania e proviene dal settore giovanile della Sampdoria. Noi siamo molto contenti di lui. Ha iniziato a protare qualità italiana e la mentalità su cui noi puntiamo molto.

9)      I giovani calciatori di cui la Best Soccer ha la procura accettano o accetterebbero di buon grado il trasferimento all’estero in generale o in Lituania in particolare? Hanno delle remore non essendo proprio un calcio di primo livello?

I giovani italiani hanno ad oggi una mentalità di avere la pancia piena. I giovani che vogliono mettersi in discussione accettano di buon grado; i giocatori che invece si sentono già giocatori e pensano già di essere arrivati hanno un po’ di presunzione, quindi diciamo che noi come BSM cerchiamo di far capire il progetto a lungo termine di andare in Lituania, aprendo mercati che qui non ci sono. Però in generale parlando di progetti, accettano di buon grado.

10)   Come è cambiato il calcio oggi rispetto ai tempi in cui giocava lei?

Io seppur non ho una età avanzatissima, sono ancora abbastanza giovane, ma il calcio è cambiato molto, soprattutto vedo che sudarsi il posto e lo spirito di sacrificio è venuto meno. Il calcio è diventato un calcio più fisico e le qualità sono nettamente scese, togliendo il fatto che purtroppo alcuni ragazzi non si rendono conto di auello che uno ha in mano e si illudono con illusioni e sogni di arrivare in piazze importanti e invece devono prima iniziare a calcare i campi un po’ più bassi.  Poi chi merita  prima o poi con un po’ di fortuna arriva. Oggi c’è poca voglia di sudare rispetto a prima.

11)   Nel calcio italiano c’è un Direttore Generale da prendere come riferimento secondo lei?

Si, ho avuto la fortuna con Marraffa di giocare con Matteo Matteazzi, siamo amici e abbiamo molta stima. Oggi è il direttore dell’Entella ed è un riferimento, senza escludere anche un altro amico, ex direttore Generale del Carpi, oggi Direttore Generale del Bari che è Matteo Scala.

12)   Cosa ne pensa dei grandi Dirigenti italiani passati tipo Adriano Galliani o presenti tipo Marotta?

Penso che loro sicuramente sono Top Manager che hanno avuto la fortuna di consocere persone giuste e importanti. Hanno possibilità di gestire grossi patrimoni. Per diventare al top bisogna avere grande capacità e anche un pizzico di fortuna. Li stimo molto e spero di cuore di arrivare anche io, magari non al top ma in quei posti.

13)   Tra i Dirigenti giovani chi, secondo lei, è quello destinato ad una grande carriera?

Sono sicuro  che Matteo Materazzi possa arrivare veramente ad ambire a club importanti, lo conosco personalmente ed è una persona umile  e con una grande testa e con una grande cultura. Sono sicuro che arriverà in una grande squadra. Mi auguro per l’Entella che rimanga il più lungo tempo possibile e possa tornare in Serie B, anche se lui merita piazze ancora più ambiziose.

A Cura di Arianna Guarrera De Angelis e Raffaele La Russa

Giornalista Pubblicista, Direttore Responsabile di Momenti di Calcio. Appassionato di calcio e laureato in Giurisprudenza presso l'Università Roma Tre

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