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Alessandro Orlando a MDC: “Juve un gradino sopra le altre. Lo spareggio di Bologna il mio ricordo più bello”

In esclusiva ai lettori di momentidicalcio.com Alessandro Orlando, ex difensore di Juventus, Milan e Udinese ora allenatore nei dilettanti, ha risposto alle nostre domande.

Orlando ha collezionato un palmarès di tutto rispetto (una Champions League, due scudetti, due Coppa Italia e due Supercoppa di Lega) con diverse formazioni ed è uno dei sei calciatori ad avere vinto due scudetti consecutivi con due squadre diverse. Ha complessivamente collezionato in carriera 102 presenze e 1 rete in Serie A e 104 presenze e 5 reti in Serie B.

Queste le sue dichiarazioni rilasciate al nostro redattore Massimo Liva.

Le chiediamo un opinione sul campionato fino a questo momento, se la Juventus è proprio così irraggiungibile per gli avversari, se c’è una squadra che l’ha maggiormente delusa e chi invece l’ha sorpresa piacevolmente

“Per quanto riguarda il campionato visto quello che sta succedendo lo può perdere soltanto la Juventus, sono un po’ i discorsi degli anni passati, la Juve è un gradino sopra le altre, la squadra di Allegri può permettersi di sbagliare le altre non possono permettersi di sbagliare niente. Chi mi ha deluso finora è la Roma, il Napoli sta mantenendo la propria posizione di classifica nonostante il cambio del tecnico, le qualità dei giocatori e di Ancelotti sono indiscutibili. Il Milan non la posso definire una delusione, sta ripetendo il campionato scorso e non mi sembra che abbia cambiato così tanto per permettersi un salto di qualità, mentre l’Inter sta venendo fuori, la Roma mi sembra quella più in difficoltà. Una squadra che a me piace è il Sassuolo, viene valorizzato il lavoro di De Zerbi cosa che non era successa quando allenava il Benevento. Tra le delusioni c’è anche l’Atalanta che ci ha abituato a altri campionati e a altro gioco.”

Cos’è cambiato in meglio e cosa in peggio tra il calcio moderno di oggi e quello di Alessandro Orlando calciatore

“In meglio credo siano cambiati i ritmi, forse anche l’esasperazione del lavoro mentale tattico, si lascia tutto molto meno al caso, basta guardare quanti allenatori ci sono adesso, tra preparatori, osservatori eccetera e quanti ce n’era quella volta. E’ tutto cambiato non spetta a me giudicare se in meglio o in peggio. In tante squadre, a Udine in particolare anche perchè ci vivo  è meno familiare il discorso, più professionale, più aziendalista. Gli interessi sono cambiati, con l’avvento delle televisioni, sono aumentati gli ingaggi dei calciatori, tutto questo ha portato a un distacco maggiore tra squadra e tifoseria. Una volta c’era un altro tipo di ambiente. Ho anche la risposta data da giocatori come Francesco Dell’Anno, Ciccio Desideri, gente che non era di Udine ma che a Udine si è trovata molto bene, come a casa. Gente come Valerio Bertotto è rimasta a vivere a Udine, come lo stesso Calori ad esempio, questo per far capire che tipo di ambiente si era creato e quanto siano legati a questa terra.”

Lei ha militato in club prestigiosi e ottenuto vittorie importanti, qual’è il successo che ricorda con più piacere?

“Ho avuto la fortuna di  essere parte integrante di rose di grandi campioni, mi hanno fatto vincere due scudetti con Milan e Juve, una coppa Campioni, una finale a Wembley con la Sampdoria, ma devo dire che, forse perchè ero più protagonista forse perchè eravamo in casa,  lo spareggio di Bologna del ’92 è il successo personale che mi gratifica di più. Ho giocato uno spareggio decisivo, quella salvezza ottenuta da protagonista e non da comprimario con l’Udinese, forse è il ricordo più bello che ho.”

L’Udinese di Velazquez come la vede? La gara di Genova sarà decisiva per le sorti del tecnico?

L’Udinese è un cantiere aperto, lo era l’anno scorso ancora di più, questo grande cambiamento tattico e tecnico che la gente si aspettava per il momento non si è visto se non a sprazzi. Le ultime partite erano proibitive sulla carta, ci sta di perdere ci mancherebbe ma non cosi, l’Udinese è sembrata un pugile che incassa, c’è modo e modo di perdere. Diciamo che se l’Udinese avesse portato a casa punti da Bologna dove aveva giocato una buonissima partita sarebbe stato diverso anche se con i se e con i ma non si va da nessuna parte. La partita di Genova non credo comunque sia decisiva per le sorti dell’allenatore. E’ chiaro che se perdi anche con il Genoa, cinque sconfitte consecutive poi incidono molto anche se tre le hai fatte con le prime della classe. Vai a giocare con una squadra reduce da un pareggio a Torino contro la Juventus, giocare a Marassi sai che è sempre difficilissimo, è una bolgia. Da qualche parte bisogna ripartire, sarà fondamentale una prova di carattere da parte dell’Udinese. Da tifoso sono ottimista da addetto ai lavori la vedo dura perchè guardando la squadra friulana non la vedo caratterialmente pronta per affrontare un momento cosi difficile. Spero di essere smentito, ai bianconeri non basta una prestazione buona devono andare oltre quello che possono dare. In nove partite Velazquez ha cambiato tre moduli, di sicuro non c’è niente, lui è partito con un idea poi si è cambiato, non si è capito perchè contro il Napoli è stato scelto il 3-5-1-1. La forza del Napoli ha messo ancora più in evidenza l’errore commesso dalla panchina. Quando sei in difficoltà devi cercare di fare le cose che ti danno più sicurezza. “

MASSIMO LIVA

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Seguo con interesse l'Udinese e in generale tutto il calcio

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