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Aggiornamento crollo scala mobile metro Roma: 24 tifosi del Cska feriti, uno ha perso un piede-altri scontri all’Olimpico: un russo accoltellato, 15 romanisti fermati
Ventiquattro feriti, uno grave, con un piede amputato. Sono quasi tutte russe – ma ci sono anche alcuni italiani – le vittime del cedimento di alcuni gradini della scala mobile nella fermata Repubblica della metro A.
E ancora: cariche della polizia fuori dallo stadio Olimpico e nella zona di piazza Mancini, fra ultrà del Cska Mosca e della Roma, con un tifoso russo accoltellato e altri 15 fermati.
Una serata drammatica nella Capitale in occasione della partita di Champions League allo stadio Olimpico. A piazza della Repubblica ci sono anche persone rimaste contuse nel crollo della scala mobile che saranno medicate sul posto.
I vigili del fuoco hanno lavorato per meno di un’ora per estrarre alcune persone dai meccanismi della scala mobile.
Ci sarebbero tifosi russi con fratture alle gambe. «Abbiamo trovato persone accatastate sulla scala mobile quando siamo arrivati – racconta il comandante dei vigili del fuoco di Roma – il comando è qui vicino e siamo arrivati dopo pochi minuti».
Sul posto l’Ares 118 ha inviato 7 ambulanze e un’auto medica. Dalle prime informazioni sembrerebbe che la scala mobile d’accesso alla banchina abbia ceduto per l’eccessivo affollamento e poi anche perché, fino a qualche minuto prima, alcuni ultrà, ubriachi, saltavano insieme sugli scalini. In quel momento sembra che il gruppo di tifosi fosse di circa ottanta persone.
La procura ha comunicato di aver aperto un’inchiesta per lesioni personali gravissime dopo l’incidente (così come ha fatto l’Atac).
Intanto la stazione della metro è stata posta sotto sequestro dagli inquirenti e la polizia scientifica sta effettuando i rilievi del caso. I treni della metro continuano a transitare senza fermarsi alla stazione. «Ora dobbiamo capire cosa è successo – ha detto la sindaca Virginia Raggi arrivata in piazza della Repubblica dopo la notizia del tragico incidente – siamo a disposizione dei feriti e delle famiglie».
(Fonte Corriere della Sera)