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Russia 2018, nel gruppo A l’infortunio di Salah spiana la strada a Russia e Uruguay

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A 16 giorni dall’inizio dei Mondiali di Russia, iniziamo a scoprire le varie partecipanti esaminandone 2 al giorno. Si parte con i padroni di casa e l’Uruguay, le favorite del girone A; l’infortunio di Salah nella finale di Champions League riduce infatti di molto le speranze dell’Egitto.

Russia – Dopo la brutta figura rimediata a Euro 2016 con l’uscita nella fase a gironi, l’obiettivo in questi Mondiali da padrone di casa è quantomeno il passaggio della prima fase; in tal senso il k.o. rimediato dalla stella dell’Egitto Salah dovrebbe aiutare molto.

Superati i gironi dipenderà poi parecchio dall’abbinamento con il gruppo B (Spagna e Portogallo le favorite in questo raggruppamento).

Pesa l’assenza di nomi di grido in attacco: degno di nota il solo Dzyuba; a portare qualità dovrà essere soprattutto il centrocampo con Dzagoev in primo piano. Tutta da testare invece la tenuta difensiva: qualche rassicurazione la offrono solo i nomi di Smolnikov Mario Fernandes.

In porta il capitano Akinfeev; il CT della selezione è invece Cherchesov.

 

Uruguay – La “Celeste” del maestro Tabarez è forse la vera favorita del girone. Come al solito l’11 iniziale può contare sul formidabile duo offensivo Cavani – Suarez e su tanta grinta e altrettanta qualità negli altri 2 settori del campo.

L’idea di calcio “Charrua” continua a non mutare nel tempo ma gli esiti nei vari tornei restano sempre più che buoni: il concetto base resta sempre quello di soffocare il gioco avversario con tanta aggressività; spazio poi ai fuoriclasse per risolvere la contesa.

Come dicevamo la qualità non manca nemmeno in mezzo al campo e in difesa: la formazione iniziale potrà vantare elementi molto pericolosi come i sampdoriani Torreira Ramirez o lo juventino Betancur in alternativa; dietro la coppia dell’Atletico Madrid Godin (capitano) – Gimenez assicura un’ottima protezione.

In porta l’ex Lazio Muslera.

L’obiettivo minimo è arrivare alle eliminazioni dirette; tuttavia sognare almeno i quarti non è fantascienza.

 

Pier Francesco Miscischia

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