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Milan-Donnarumma: storia di una fine prematura

A partire dalle recenti vicende che hanno visto come protagonista il giovanissimo portiere del Milan e della Nazionale italiana Gigio Donnarumma, ripercorriamo la sua breve ma intensa storia col Milan e poi analizziamo quali potrebbero essere i vantaggi o gli svantaggi del tenerlo.

 

Come tutti ben sanno il rapporto tra il baby-prodigio ed i tifosi rossoneri non è ad oggi, per usare un eufemismo, idilliaco. Gli alti e bassi che hanno caratterizzato questa difficile relazione nel corso del tempo sono stati provocati da comportamenti o dichiarazioni di colui che si muove dietro le quinte del calciatore: Mino Raiola.

 

Gigio Donnarumma viene lanciato in Serie A da Sinisa Mihajlovic nel 2015. In quella stagione l’allora tecnico rossonero decide di sostituire Diego Lopez puntando su questo promettente ragazzone della primavera. Fu una mossa azzeccatissima, per la società e per il giocatore. Il Milan si ritrovava improvvisamente, tra i pali, un baby-fenomeno ambitissimo sul mercato internazionale e con uno stipendio da primavera.

 

I primi problemi sorgono tra la fine della scorsa stagione e l’inizio di questa. Il procuratore del calciatore, sfruttando la situazione contrattuale in scadenza del proprio assistito e il cambio di proprietà ai vertici della società, richiede un aumento di stipendio commisurato alle prestazioni del giovane, ricattando di portarlo via se ciò non fosse avvenuto.

 

Ne nasce un caso mediatico di interesse nazionale, in cui oltre al procuratore e al calciatore viene coinvolta direttamente anche la famiglia di quest’ultimo. Mino Raiola, con una mossa a sopresa, inserisce il fratello del portiere, Antonio, nella trattativa, chiedendo che lo stesso venga acquistato dal Milan e che gli venga offerto uno stipendio nettamente superiore (1 mln di euro) rispetto a quello che prendeva dalla squadra di Lega Pro in cui giocava (Asteras Tripolis).

 

La società, nella persona di Massimiliano Mirabelli in qualità di direttore sportivo, si sente messa sotto scacco da un personaggio il cui interesse è esclusivamente il proprio tornaconto, e i tifosi si sentono presi in giro da un giocatore che aveva giurato amore eterno alla maglia baciandone più volte lo stemma. Gli stessi invitano, infatti, il giocatore a fare da parte il proprio procuratore o a prendere una posizione in merito alla questione. Ma ciò non viene fatto.

Mino Raiola ottiene il massimo per il proprio assistito: 6,5 milioni di ingaggio.

 

La ferita rimane, anche se successivamente verrà parzialmente nascosta.

 

Donnarumma affronta il campionato successivo alla trattativa, quello di quest’anno, come ha affrontato i due passati. Buone prestazioni condite da momenti in cui mostra le sue doti naturali da predestinato. Al termine della stagione, però, l’equilibrio mentale del portiere sembra totalmente svanire. Compie due enormi errori nella finale di Coppa Italia ed un altro nella successiva partita di campionato contro l’Atalanta. Partite entrambe importantissime perché la vittoria di queste avrebbe significato l’automatica qualificazione ai gironi di Europa League senza preliminari. I tifosi sembrano non perdonargliele: la giovane età non è una scusante.

 

L’episodio che rompe definitivamente il rapporto tra il giocatore e il tifo più caldo del Milan, si consuma proprio al termine della partita contro i bergamaschi. Il giovane portiere si reca sotto il settore ospiti per dare la maglia ai tifosi, i quali non la accettano e lo invitano ad andarsi a fare la doccia. Un gesto che è sembrato quasi un invito ad andarsene.

 

Senza entrare nel lato umano della vicenda, che significherebbe giudicare l’uomo invece che il calciatore, possiamo analizzare il perché sarebbe giusto o sbagliato vendere un giocatore come lui.

 

Il valore di mercato sicuramente è sceso non solo a causa delle recenti prestazioni negative ma anche del fatto che l’ambiente non favorevole che si è creato attorno alla vicenda, fa diminuire l’offerta per un calciatore che, nonostante l’indubbio valore tecnico, non vorrà di certo rimanere un’altra stagione con l’odio dei propri tifosi addosso. D’altro canto, neanche la società avrà interesse a tenersi un problema così grande in casa.

 

Il prezzo che si faceva quest’estate, intorno ai 60/70 milioni di euro, è destinato sicuramente a scendere arrivando a toccare anche i 30/40 milioni.
Ora, al Milan converrà cederlo? La situazione va valutata come rimediabile, oppure non si può più tornare indietro?

 

Dal nostro punto di vista la soluzione migliore è sicuramente la separazione. Un caso del genere non porta niente di buono a nessuno dei contendenti. Il Milan dovrà cercare di monetizzare quanto più possibile dall’eventuale cessione, da effettuare se possibile all’estero, e puntare su portieri che acquistera o su quelli già presenti in rosa e dati in prestito.

 

Oltre a Reina, i rossoneri hanno due prospetti molto interessanti: Gabriel, in prestito all’Empoli fino a fine stagione e votato come miglior portiere della serie cadetta e Plizzari, anche lui in prestito in serie B e protagonista di un’ottima stagione con la Ternana.

 

Mirabelli e la società dovranno evitare di portare una situazione come quella di Donnarumma ad estreme conseguenze, quindi, nonostante sia doloroso privarsi di un campione dal futuro assicurato, quando una storia è volta al termine deve finire.

Intanto Gattuso ha fatto richiesta ai tifosi di non fischiare il portiere nell’ultima partita di domenica.

 

Vedremo come andrà a finire.

 

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