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L’Amburgo verso la retrocessione: l’orologio dello stadio ha i minuti contati

Mai retrocesso nella B tedesca, l’Amburgo quest’anno sembra davvero spacciato. Il mitico orologio dello stadio che da 55 anni segna la permanenza delclub nella massima serie rischia di dover essere azzerato.

Sabato pomeriggio Il campionato tedesco sarà appena finito, e c’è la concreta ipotesi che vengano tolte le batterie all’orologio del Volksparkastadion di Amburgo.

Come riporta Repubblica.it – il cui articolo integrale è disponibile sul sito del giornale online – un ticchettio infinito, di una nobiltà che possono dare solo 131 anni di storia, ma soprattutto 55 con una caratteristica unica.

Mai retrocesso in Zweite, la serie B tedesca, sola squadra nella storia della Bundesliga, neanche il blasonatissimo Bayern Monaco ha saputo fare altrettanto.

Un cerchio che sembrava – e perché no, ancora sembra – lasciare sempre uno spiraglio affinché la chiusura non arrivasse mai.

Miracoli in serie: lo scorso anno una salvezza arrivata a pochi secondi dalla fine, nel 2015, nel play out contro il Karlsruhe, il baratro ad un centimetro prima che una punizione di Diaz, un cileno che in quella stagione non aveva combinato niente, lasciasse proseguire come per magia quel cronometro.

Stavolta però il discorso è ancora più arduo: l’Amburgo deve battere il Borussia Moenchengladbach e sperare che il Colonia già retrocesso (altro pezzo di storia in decadenza) vada a vincere a Wolfsburg.

Anche un pareggio dei renani infatti non basterebbe all’Hsv (Hamburger Sport Verein il nome completo), condannato rispetto alla squadra della Bassa Sassonia da una differenza reti irrimediabilmente compromessa.

La retrocessione, va detto, sarebbe l’epilogo logico di una stagione disgraziata, iniziata con un paio di vittorie, ma anche con un presagio: la rottura del crociato di Nicolai Muller, frantumato in seguito ad una esultanza senza limiti dopo una rete all’Augsburg.

Il resto è stato un lento ma inesorabile scivolamento verso il basso, tra cambi di allenatore e tifosi prigionieri di un paradosso: gente pronta a contestare in maniera anche minacciosa, ma a conti fatti sempre vicini alla squadra.

Dovessero sfangarla sabato, gli anseatici accederebbero accedendo al play out contro l’Holstein Kiel, che in quanto ad anzianità non scherza: 117 anni di storia ed un titolo vinto nel 1912.

Un anno difficile per le nobili tedesche.

In attesa che il destino si compia per l’Amburgo, un altro si è già compiuto per il Kaiserslautern, retrocesso per la prima volta nella sua storia in Dritte Liga, la terza divisione tedesca.

Un trauma al livello di quello amburghese: ultimo posto dopo una squadra costruita per vincere e tornare in Bundes.

 

 

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