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Finale Coppa Italia 2018, come ci arriva la Juve?

Allo Stadio Olimpico si gioca l’ultimo atto della Coppa Italia, remake della finale 2016. Non ci sono favoriti tra i bianconeri, che hanno il campionato in tasca ma una pessima condizione fisica, ed il Milan, più in forma ma distratto da una impegnativa corsa per l’Europa.

La Coppa Italia è un trofeo troppo spesso snobbato. Poche società si rendono conto che vincere questa coppa permette di ampliare la bacheca, di andare in Europa senza passare per il campionato e di giocare la Supercoppa. I vantaggi sono molti se si pensa che ai top team (grazie alla controversa formula della competizione che sfavorisce le piccole) bastano 4 partite fatte bene per andare in finale. Eppure la maggior parte delle squadre sembra non dare mai il massimo in coppa.

Una società che punta molto sulla coppa nazionale è la Juve, arrivata alla storica quarta finale consecutiva e già detentrice del record di coppe vinte. L’obiettivo dei bianconeri è quello dichiarato da Allegri nella conferenza di ieri: scrivere la storia, anzi aggiornarla ancora una volta. Tuttavia non sarà semplice riuscire a conquistare il quarto doblete di fila perché le ultime partite hanno dimostrato che la Juve ha perso delle certezze e si affida al talento dei singoli, chiudendo a porta involata solo una volta nelle ultime 7. Negli ultimi due big match, contro Napoli ed Inter, la Juve ha  deluso molto le aspettative, non tanto nei risultati quanto nella prestazione. Contro i partenopei per la prima volta dall’inaugurazione dello Stadium nel 2011 la Vecchia Signora non ha fatto neanche un tiro nello specchio, mentre a San Siro si è fatta rimontare in superiorità numerica.

I precedenti in questa stagione sorridono ai bianconeri, che hanno battuto il Milan sia nel girone di andata (2-0 a Milano grazie ad un super Higuain) che in quello di ritorno (3-1 a Torino con un Milan a tratti superiore). Proprio nell’ultimo incontro allo Stadium è andato a segno l’atteso ex Bonucci, che ha risposto con la sua tipica esultanza ai tantissimi fischi dei suoi ex tifosi. L’accoglienza anche domani sera non sarà delle migliori per il difensore, che comunque ha dichiarato di essere molto felice di ritrovare i suoi ex compagni.

La partita tra Juventus e Milan è spesso sinonimo di finale e sempre sinonimo di equilibrio. Infatti è la sesta volta che le due squadre si affrontano in finale, tra Coppa Italia, Supercoppa e Champions League: 3 volte hanno avuto la meglio i rossoneri e 2 volte i bianconeri, usciti vincitori dall’ultimo incrocio del 2016. L’equilibrio in queste partite non è mai mancato e non sono mai bastati i tempi regolamentari per assegnare il trofeo, in quattro casi sono serviti addirittura i calci di rigore, mentre una volta è stato un gol al 120′ di Morata a decidere la sfida.

Ci sono molti dubbi di formazione per Allegri, che probabilmente schiererà un 4-3-2-1 con in porta Buffon e non il “portiere di coppa” Szczesny, in difesa sugli esterni Lichtsteiner e Asamoah, entrambi giunti alla fine della loro avventura bianconera e all’ultima da titolare, e centrali Benatia e Rugani. L’unico reparto sicuro è il centrocampo, composto da Matuidi, Pjanic e Khedira. Davanti è stato recuperato Mandzukic ma le possibilità di vederlo dal 1′ sono davvero poche infatti dovrebbero esserci Douglas Costa e Dybala dietro al Pipita Higuain. L’asso brasiliano è senza dubbio il giocatore più in forma di tutta la Juve ed anche il più decisivo grazie ai suoi guizzi che accendono la luce nella manovra spesso senza idee dei bianconeri.

Piercarlo Cao

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