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Caro Beppe Bergomi, c’è differenza tra un opinionista e un telecronista

Il famoso telecronista di Sky non sempre riesce a mascherare la sua fede nerazzurra, soprattutto nei big match. Dopo venti anni con la stessa maglia addosso non è facile essere imparziali.

La partita di sabato scorso tra Inter e Juve ha lasciato molte polemiche, tra il rosso dato al centrocampista interista Vecino, le mancate espulsioni di Pjanic e di Skriniar. Milioni di italiani, con opinioni differenti, si sono divisi e hanno detto la loro opinione.

La maggioranza di queste persone hanno seguito la partita sulla piattaforma televisiva Sky, con la telecronaca del duo più famoso del calcio moderno: Fabio Caressa e Beppe Bergomi.

Questa coppia è passata alla storia grazie alla celebre frase “chiudete le valigie, si va a Berlino, Beppe!” urlata a squarciagola da Caressa nel 2006 dopo la semifinale vinta dagli azzurri futuri campioni del mondo contro i rivali tedeschi.

Già allora, così come oggi, ogni partita “di cartello” della Serie A è commentata proprio da loro. Ma esattamente chi sono Caressa e Bergomi?

Fabio Caressa è un giornalista, lo è sempre stato fin dagli anni ’80. Beppe Bergomi (chiamato da tutti “Lo zio” per quell’aria da adulto che lo contraddistingueva fin dall’adolescenza) invece prima di diventare giornalista è stato, come tutti ben sanno, un calciatore.

Non un calciatore qualunque ma una bandiera! Quei tipi di giocatori che sono sempre più rari nel calcio di oggi, venti anni con la stessa maglia che diventa una seconda pelle. Mentre Caressa muoveva i primi passi da giornaliste professionista, Bergomi vinceva scudetto, coppa italia, supercoppa e coppa Uefa con la maglia nerazzurra e la fascia da capitano al braccio.

Nei casi come quelli di Bergomi, in cui una persona che ha legato indissolubilmente il suo nome ad una squadra di calcio commenta una partita proprio di quella squadra, è molto difficile rimanere distaccati dalle emozioni personali.

E’ molto difficile ma è un dovere da rispettare per fare bene il lavoro di giornalista. Beppe non sempre ci riesce.

Nel corso dei tanti anni passati a Sky “Lo zio” durante il suo puntuale e competente commento tecnico a volte è caduto nella trappola dell’emotività. 

Sarebbe ingiusto non sottolineare che il contributo di Bergmoni alla telecronaca è sempre competente e puntuale.

Esiste però una differenza tra fare il telecronista e fare l’opinionista.

Il telecronista deve fare “cronaca” mentre l’opinionista può fornire una sua “opinione”, come le due parole suggeriscono già di per sè.

Ognuno può avere una opinione diversa su qualsiasi fatto, mentre nell’ambito della cronaca si deve prima di tutto riportare la realtà dei fatti.

I sentimenti personali possono interferire nel primo caso ma non certo nel secondo.

Bergomi non è l’unica bandiera del calcio italiano che dopo il ritiro ha intrapreso la carriera in televisione.

Ad esempio proprio all’interno di SkySport Del Piero, storico capitano bianconero, interviene spesso come opinionista. Opinionista appunto, il ruolo dove è più ammissibile un coinvolgimento personale.

Tutti comprendono che non sarebbe facile per Alex commentare una partita della “sua” Juve, allo stesso modo di come è difficile per Bergomi rimanere imparziale davanti ai colori nerazzurri.

Beppe ci riesce spesso, ma non sempre.

Un esempio lampante è l’intervento di Vecino su Mandzukic di sabato sera. Ognuno può avere una opinione diversa sul fatto, ma la cronaca rimane uguale per tutti: piede a martello dell’uruguaiano molto distante dalla palla e dieci punti di sutura sulla gamba del croato.

Questo è il fatto che deve descrivere chi sta in telecronaca in un primo momento, per poi dare una sua valutazione successivamente.

Bergomi invece ha permesso che la sua opinione scavalcasse la cronaca.

Chi pensa che Lo zio sia in malafede a causa dell’influenza del suo passato commette un errore perché non mancano le situazioni, come la mancata espulsione a Skriniar, in cui Bergomi si schiera contro i nerazzurri.

Sicuramente però è lecito chiedersi se non sia meglio un ruolo da opinionista per lui o perlomeno fare la telecronaca di un bel Roma-Lazio piuttosto che della sua Inter.

Piercarlo Cao

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