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Inter-Juve già inziata: ecco le parole di Spalletti e di Allegri

Max Allegri l’ha derubricata a “non decisiva”, ma Inter-Juve di domani sera peserà parecchio per entrambe le squadre, a caccia dei rispettivi “scudetti” e impossibilitate ad accontentarsi anche di un pareggio.
Luciano Spalletti ribadisce che “i tre punti sono importanti per noi, e non perché li toglieremmo alla Juve”.
E poi lancia lo slogan di giornata: “Loro arrabbiati dopo la sconfitta col Napoli? E cosa dovremmo essere noi che non vinciamo nulla da sette anni? Saremo ferocissimi”.
Il tecnico non si pone il problema del fallimento personale (“Non mi sento bravo quando vinco, ma nemmeno un cogl… quando perdo”) e analizza il momento dei suoi: “Cosa mi dà più fiducia? La crescita della squadra, sarà una partita durissima ma abbiamo imparato a dialogare con i nostri difetti.
Siamo pronti a giocarci un obiettivo importantissimo e grandioso come la Champions. Col quale vogliamo rimettere a posto la storia di questo club.
Se ci pesa il probabile spareggio all’ultima contro la Lazio? Ci metterei la firma per giocarmela il 20 maggio. Ma non è certamente un peso. Dai mei mi aspetto tanto, in queste gare se cerchi di nasconderti vieni subito stanato.
Bisogna prendersi le responsabilità, trovare le giocate illuminanti, abbinate al vincere tanti contrasti. Aggredirli come l’anno scorso o come il Napoli domenica? Ci abbiamo provato, se ci riesci diminuisci i rischi perché li tieni lì, ma loro hanno grandi contropiedisti.
Allegri è bravo a mettere i suoi nelle situazioni ideali per sviluppare il talento. Nel match d’andata eravamo al culmine, anche sopra le nostre possibilità?
Quei punti non ce li aveva regalati nessuno, anche se poi qualche rimpianto rimane. Ma è proprio avendo sbattuto il muso nei mesi successivi ed essendone venuti fuori che sono sicuro della crescita e solidità dei miei. Il pareggio non serve a niente.
O meglio, ti dà un punto ma entrambe giocheranno per vincere. Se peseranno più le difese o gli attacchi? Molto si deciderà a centrocampo”.
Con un tocco di demagogia quando si parla di violenza e di esasperazioni: “Siamo l’Italia e ci guardano tutti, dobbiamo mandare i segnali giusti, come quello nel derby quando ho visto i bambini (ma non solo) di tifoserie opposte uno accanto all’altro”. Insomma, se si parlano le due Coree possono farcela anche interisti e juventini.
A prescindere da come finirà questa stagione, si guarda alle prospettive per la prossima. “La Juve lavora su certe basi da anni, come il Napoli. Più che colmare subito 20 punti di gap sarà importante non perdere quanto costruito in questi mesi. Poi è chiaro che a campionato finito bisognerà valutare certe cose, non commettere certi errori. E stare attenti a trasmettere i messaggi giusti”. Con chiaro riferimento alle promesse non mantenute nella scorsa estate.

Conferenza stampa di Max Allegri:

“Ora mi diverto perché le cose piatte mi annoiano, tipo aver già vinto lo scudetto un mese prima della fine. Ora serve coraggio e incoscienza, sono bei momenti da vivere con entusiasmo e volontà”.
Max Allegri cerca di riportare la Juve alla tranquillità perduta, dopo una settimana in subbuglio e il Napoli in corsia di sorpasso nello specchietto. Calma, sangue freddo e la voglia di dare tutto, questa la ricetta del tecnico bianconero per tornare a vincere: “E scrivere un altro pezzo di storia”.
“Quando sono arrivato a Torino era un po’ peggio rispetto a ora. I tifosi sono venuti per farsi sentire e sostenerci in questo momento. Tutto è ancora in ballo.
Maretta nello spogliatoio? Spiace sentire queste cose, senza fondamento. Vanno a toccare la professionalità di tutti. Non è la prima e non sarà l’ultima volta, le polemiche dobbiamo farcele scivolare addosso. Abbiamo 5 partite da qui alla fine, siamo in corsa ancora su due obiettivi.
Ci sono momenti di difficoltà in cui le cose vanno meno bene, ma questo non vuol dire che una squadra di fenomeni sia diventata di brocchi. Serve equilibrio. Domani dobbiamo giocare una grandissima partita ma il campionato non si deciderà nel weekend, serve una gara tosta altrimenti non usciamo vivi da San Siro”.
Non dobbiamo essere pensierosi. Contro il Crotone è stata una brutta partita, abbiamo preso un tiro e un gol.
Contro il Napoli in uno scontro diretto può capitare di tutto, abbiamo preso gol al novantesimo. Ne abbiamo presi tanti alla fine, quando pensi che sia finita bisogna stare più attenti del solito. Pensiamo a fare il massimo per ottenere un risultato straordinario. Non dobbiamo aggrovigliarci sui pensieri”.
Dybala è un grande giocatore che ha un mese per dare un grosso contributo alla Juve, sta bene, tutti si aspettavano qualcosa in più ma sarà importante per noi e ha l’obiettivo del Mondiale.
Sarà un mese bello da vivere con entusiasmo, dovremo ripulirci la testa dopo la delusione Napoli. A parte Sturaro, De Sciglio e Chiellini sono tutti a disposizione.
La cosa importante è che tutti si mettano in discussione per fare qualcosa in più. Mandzukic sta bene come tutti, è probabile che giochi. Niente difesa a tre. Barzagli? Potrebbe giocare dall’inizio. L’altro giorno non aveva 90 minuti nelle gambe”.
 “Con entusiasmo e spensieratezza è probabile che vinciamo lo scudetto. Se invece la viviamo con negatività rischiamo. Quando si perde bisogna stare zitti e lavorare. E’ la solita storia, chi vince è un bravo ragazzo, chi perde è…
Non possiamo perdere certezze, sono cose che capitano, un passo indietro per farne due avanti. Non possiamo fare altro se non lavorare. Quello che è stato fatto è fatto. A livello matematico domani non si decide lo scudetto. In un minuto cambiano le stagioni. La Juve deve solo giocare a calcio, domani saranno 80 mila allo stadio, partite come questa vanno giocate con testa tecnica voglia sacrificio”.
 “I tifosi hanno diritto a esprimere giudizi, ho grande rispetto per loro, mi hanno sempre rispettato. L’allenatore è sempre responsabile di tutto, nel bene e nel male. Normale che si possa brontolare quando non arrivano risultati per due partite”.
fonte Gazzetta.it
 
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