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editoriali

TORINO: Ora Urbano Cairo potrebbe lasciare la Presidenza

Urbano Cairo starebbe pensando di lasciare  la Presidenza del Torino Calcio.

Secondo quanto riferito dal quotidiano Tuttosport, ora ci sarebbero tutti i presupposti affinchè ciò accada.

Riportiamo integralmente l’interessante articolo sull’argomento.

Rieccoci. Rieccoci, a infilare le mani nelle tasche di Cairo. Ma non per portar via qualcosa, ci mancherebbe. No: noi lo facciamo solo per contare le monete. Rieccoci: sì. E oggi riapriamo il gran libro dei conti. Esercizio non inedito, su queste colonne. Tanto che la nostra analisi può compiere un passo in più in avanti, soltanto se ricostruiamo, mattone dopo mattone, cazzuolata dopo cazzuolata, un piedistallo fondamentale, già nei numeri valutato in passato. Solo dopo potremo erigere la struttura della riflessione, e stabilizzarla nel panorama storico fin qui emerso. Nel quale, adesso, da più parti si comincia ad auspicare che Cairo possa passare la mano.

Per esigenza di sintesi e di chiarezza, avanziamo per punti. E muoviamoci per macrotemi.

1) Premesso che il Torino adotta il consolidato fiscale, che connette la vita economica del club granata alle altre aziende di Cairo (per cui i bilanci seguono l’anno solare, dal 1° gennaio al 31 dicembre, e non la mera stagione sportiva), è opportuno tornare a mettere in fila i saldi dei rendiconti finanziari fin qui ufficialmente approvati e depositati.

2) I primi 7 anni della gestione Cairo hanno portato a una progressiva crescita delle perdite, causata, al culmine dei passivi, dalla retrocessione del 2009 e dalle successive permanenze della squadra in serie B, fino alla promozione del 2012.

3) Dal bilancio relativo all’anno solare 2013, con entrambi i semestri disputati in serie A, il Torino ha magicamente invertito il trend, cominciando a infilare un attivo dopo l’altro: 4 saldi positivi, con vista sul quinto. Perché anche il prossimo bilancio solare (cioè relativo al 2017), che verrà approvato a cavallo dell’inizio dell’estate, proporrà un utile: le cessioni ultraremunerative della scorsa stagione garantiranno con certezza un nuovo significativo utile a bilancio. 4) Il totale dei saldi positivi ammonta, fin qui, a 22.580.124 euro. Invece il totale delle perdite fino al 2012 è di 58.235.384 euro. Mettiamo il tutto sulla bilancia. Ne consegue che la vita economica del Torino è costata al patron, proprietario unico, oltre 36 milioni, al 31 dicembre 2017. Cioè considerando anche quanto spese Cairo nel 2005 per rilevare il club dai Lodisti e da Giovannone: un tozzo di pane, al confronto delle cifre fin qui riportate. 5) Il Torino, non a caso insignito dello scudetto del bilancio nello scorso anno dal presidente del Coni, Malagò, non presenta esposizioni con le banche e ormai da un lustro ha ripetutamente consolidato il volano perfetto dell’autofinanziamento. Detto in poche parole: attraverso la compravendita di giocatori, il club si procura da sé le risorse per vivere, dunque senza bisogno che il proprietario ripiani le perdite con versamenti di capitali propri. Non solo: il Torino ha ormai stabilmente dimostrato di essere in grado anche di proporre ricavi ultramilionari. E adesso, ricostruito lo scenario economico disegnato da Cairo in questi 13 anni, muoviamo un fondamentale passo in avanti, nella nostra analisi: lo sbocco dei conti, il piedistallo cui si faceva riferimento all’inizio.

Lo sviluppo futuribile dei prossimi rendiconti finanziari porterà Cairo a ripianare totalmente le sue perdite, cioè a recuperare tutte le spese fin qui sostenute: già nel corso del 2018, in caso di una cessione “speciale” (alla Belotti, per intenderci); o, al più tardi, ragionevolmente, nel 2019. Non va iscritto a bilancio, ma possiede ugualmente un eccezionale valore economico, potentissimo e amplissimo, il volano di visibilità e di potere, per operazioni commerciali extrasportive, che il Torino ha garantito a Cairo: il quale, nel 2005, era un perfetto sconosciuto ai più; e per il quale certi “salotti riservati” della politica, dell’imprenditoria e della finanza italiana erano chiusi, fino a due lustri fa. Tanto che adesso l’imprenditore milanese è diventato una potenza, tra quotidiani, tv, periodici, pubblicità e libri. E, come se non bastasse, adesso Cairo possiede un club che, realisticamente, può valere tra 100 e 150 milioni, grossomodo. Nei prossimi 6/12 mesi, per la prima volta nella storia (ecco lo sbocco, la svolta), Cairo potrebbe dunque varare la cessione del club, pianificando di mettersi in tasca pressoché l’intera cifra della compravendita: un guadagno allo stato puro, appunto ben sopra i 100 milioni. Mai (e ripetiamo mai) Cairo aveva goduto di prospettive così allettanti per il proprio portafoglio, bilanci alla mano.

E adesso, fin qui giunti, vi diamo appuntamento all’articolo in basso vicino alla foto di Belotti, per scoprire cosa si cela sul palcoscenico granata dietro ad altre quinte.

Dimenticavamo: il portafoglio di Cairo ride sempre di più, ma sul campo da anni il Toro continua a fare pena.

Però questo è un dettaglio, evidentemente.

Fonte Tuttosport

Foto:Quotidiano Piemontese

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