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Il PSG non è ancora grande: ecco perché

Il PSG ha fallito ancora una volta la qualificazione ai quarti di Champions League e ora a Parigi si è aperto il processo alla squadra e alla società alla ricerca degli errori commessi.

L’acquisto di Neymar e di Mbappé avevano fatto sognare i tifosi parigini ma non è servito a nulla perché dopo la scoppola rimediata lo scorso anno dal Barcellona, il fattaccio si è ripetuto quest’anno con il Real Madrid.

E allora tutti addosso a Emery e alla squadra, accusata di passeggiare nel campionato francese ma di non essere poi grintoso quando deve confrontarsi con le grandi di Europa.

Ma se andiamo ad analizzare i perché del flop francese vediamo che le cause sono diverse e non tutte le colpe sono dell’allenatore.

Gli acquisti di Mbappé e Neymar costringono il tecnico a dover giocare per forza con il 4-3-3 attesa anche la presenza in attacco di un altro intoccabile quale è Cavani.

Conseguentemente, avendo in rosa Di Maria e Draxler che sono esterni avanzati per natura, questi due grandi giocatori devono arretrare il loro raggio di azione per poter essere utili agli attaccanti.

Ma non essendo l’argentino e il tedesco due mediani, è il centrocampo a dover arginare la,squadra avversaria e gli unici due mediani in squadra sono Verratti e Motta oltretutto Rabiot.

Motta ha 36 anni e il meglio della sua carriera già l’ha dato e Verratti è apparso troppo inesperto e soprattutto troppo falloso per far parte di uno squadrone come quello francese.

In difesa va meglio con Silva,Marquinhos, Kurzawa e  anche Areola pare essere un buon portiere ma gli esterni sono normali: per Dani Alves vale lo stesso discorso di Motta e Berchiche e Kimpembe non paiono essere in grado di rimpiazzare adeguatamente i titolari.

E qui arriviamo ad un’altra dolente nota: la mancanza di alternative.

Se fra gli undici titolari il Psg può annoverare fuoriclasse assoluti, in panchina le riserve sono abbastanza mediocri.

Meunier, Berchiche e Kimpembe come detto non sono all’altezza dei tre centrali titolari così come Trapp non è molto affidabile in porta.

A centrocampo Lo Celso è bravo ma la presenza di Cavani, Neymar e Mbappé lo costringe-come Draxler e Di Maria- a giocare in un ruolo che poco si addice alle sue caratteristiche.

In attacco ovviamente non ci sono alternative.

In questo contesto cosa può fare un allenatore?

Siamo davvero sicuri che quando andrà via Emery a giugno il grande allenatore che lo sostituirà- si parla di Ancelotti o Luis Enrique- potrà fare cose diverse dallo spagnolo o da Blanc che lo ha preceduto.

La sensazione è che attualmente il Psg è pensato male: troppo dipendente dai tre fenomeni che giocano all’attacco e che ovviamente devono giocare sempre imponendo un modulo offensivo.

Probabilmente sarà necessaria qualche cessione dolorosa per equilibrare la squadra perché ora il centrocampo francese non è adatto a reggere gli urti delle corazzate europee.

Al Khelaifi ha ora un po’ di tempo per pensare come risistemare la squadra e soprattutto non pensare che ha speso oltre un miliardo di euro per non vincere nulla in Europa.

 

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