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CLERICUS CUP al via: iniziato il Campionato Mondiale dei preti

E’ iniziata la 12a edizione della Clericus Cup, il Mondiale di calcio della Chiesa.

Al via 16 squadre divise in 4 gironi. Le prime due classificate di ciascun gruppo si qualificano per le fasi successive, ad eliminazione diretta. La finale è in programma sabato 26 maggio. Per la prima volta nel torneo ci sarà un arbitro sacerdote che fischierà il match inaugurale Gregoriana-Messico

Riportiamo l’articolo pubblicato sulla competizione da Sportmediaset.

Croce e delizia. Sarà quella della 12ma Clericus Cup ancora una singolare Quaresima, vissuta dai preti calciatori tra le canoniche Via Crucis e le diagonali difensive negli allenamenti infrasettimanali, in vista dei weekend di gioco.

Come ormai tradizione torna vivace, il Mondiale di calcio della Chiesa, promosso dal Centro Sportivo Italiano, con il patrocinio dell’Ufficio Nazionale del tempo libero, turismo e sport della Cei, del Dicastero per i Laici, la Famiglia e la Vita e del Pontificio Consiglio della Cultura del Vaticano. Si gioca sempre sui campi del Centro Sportivo Pio XI, a due passi dal Vaticano (Via di Santa Maria Mediatrice, 24).

Preghiere e rigori, penitenza ed esultanza insieme per i seminaristi e sacerdoti di tutto il mondo, circa 400 tesserati, suddivisi sì in 16 formazioni ma appartenenti tutti alla grande squadra della Chiesa universale.

Torna la Clericus Cup ed è Vittorio Bosio, il presidente del Centro Sportivo Italiano nel corso della presentazione odierna presso la Segreteria per la Comunicazione in Roma, a sintetizzare lo spirito del torneo: «Il Csi è presente all’interno degli oratori dove, con la pratica sportiva, offre un servizio alle comunità e la possibilità di fare aggregazione e divertimento a tanti giovani. Da sempre è vicino alla Chiesa e con la Clericus Cup ha orientato uno sguardo missionario in ogni angolo dell’universo: vogliamo che anche fuori dal campo, chi partecipa a questo torneo possa in futuro regalare nei loro paesi, momenti di gioco e fratellanza, valorizzando l’aspetto sportivo, dando la possibilità a tutti, di partecipare, gioire e crescere».

Su ogni maglia delle 16 squadre della Clericus Cup, quest’anno in evidenza c’è una scritta che vuole promuovere l’inno del Centro Sportivo Italiano “Dove ogni maglia ha un’anima!”, cantato dai “Controtempo” per i giovani dell’associazione sportiva di ispirazione cristiana.

A spiegarlo è stato il consulente ecclesiastico nazionale del Csi, don Alessio Albertini «lo sport dovrebbe aiutare tutti noi a rispettare la diversità dei talenti, a capire che sotto la maglia di un atleta si trova anzitutto una persona. Ecco il senso dell’inno Csi “Dove ogni maglia ha un’anima!”.

Non sempre accade così. Oggi per tanti la cosa più importante nella vita (e nello sport) è vincere. Sull’altare della dea Vittoria si sacrifica tutto.

Tante volte anche l’anima, la dignità, la bellezza dell’incontro. I numeri di maglia dei giocatori identificano un atleta in campo, ma sono insufficienti per identificare il valore di una persona. Una persona è infatti molto di più del numero che indossa. È una storia unica e irripetibile, che si mette in gioco attraverso un ruolo. Allora davvero ogni maglia si riempie di un’anima. Perché qualsiasi numero su di una maglietta è vuoto finché qualcuno non lo rende vivo interpretandolo con la propria unicità, fino a dare un’anima a quella maglia, senza il bisogno di assomigliare a qualcun altro”.

Mons. Melchor Sanchez de Toca, sottosegretario del Pontificio Consiglio della Cultura, appena tornato da PyeongChang dove per la prima volta il Cio ha invitato una delegazione vaticana ha richiamato i partecipanti allo spirito olimpico “L’apertura dei Giochi Olimpici Invernali è stato il momento più emozionante in cui la unità bandiera tra le due Coree ha sfilato dimostrando tutta la forza della via diplomatica” promettendo alla Clericus Cup una visita dal capitano di tutte le 16 squadre, papa Francesco. “Quest’anno prima della finale porteremo la coppa in udienza dal Papa e poi, una volta benedetta, che la vinca il migliore!”.

Santiago Perez de Camino, responsabile Ufficio Chiesa e Sport del Dicastero per i Laici, la Famiglia e la Vita. “Ringrazio il Csi per far parte della famiglia della Clericus. Non è solamente un torneo ma crediamo nella formazione della pastorale dello sport. Una spinta per portare nei propri paesi e riportare il Vangelo e l’educazione attraverso lo sport”.

Daniele Pasquini, presidente del Csi Roma, che del torneo cura l’organizzazione tecnica ha aggiunto: “Con la Clericus Cup abbiamo trovato un modo sportivo per aprire le porte dei vari collegi e collegarli tra loro in un torneo cui teniamo molto”.

I campioni in carica del Pontificio Collegio Urbano scenderanno in campo domenica 25 febbraio, mentre spetterà alla Gregoriana, vicecampione 2017 l’open match del torneo contro il Collegio Messicano (sabato 24 ore 9, campo A).

A dare il fischio d’inizio, per la prima volta nel torneo toccherà ad un arbitro “ordinato” prete.

È un sacerdote della diocesi di Brescia, arbitro nel Csi Brescia. Don Jordan Coraglia, 43 anni: con una mano sfoglia il Vangelo, con l’altra estrae dal taschino i tre cartellini (giallo, azzurro e rosso nel Csi). Duplice veste, missione coincidente: educare ed evangelizzare attraverso lo sport.

Anche con un semplice fischietto. “Certo che si può – ha detto in conferenza don Jordan alla vigilia del suo debutto sotto al Cupolone – Ma in campo cerco di avere molto dialogo. Ringrazio spesso i giocatori per le segnalazioni sbagliate. In paradiso comunque si va lo stesso anche se si sbaglia a dare un rigore. In campo applico il regolamento, ma è il Vangelo la mia regola di vita”.

Nella sua dodicesima edizione, la Clericus Cup a 16 squadre avrà una formula con 4 gironi: due (A e B in campo di sabato) e due (C e D in campo di domenica) da 4 squadre, con le prime due classificate di ciascun girone che si qualificano per le fasi successive, ad eliminazione diretta.

Sosta obbligata tra fine marzo e l’inizio di aprile per le celebrazioni pasquali. Dopo i quarti di finale (sabato 14 aprile) in maggio ecco le semifinali (il 12) prima dell’appuntamento clou con le due finali: sabato 26 maggio.

In questa Clericus Cup sono 370 i tesserati iscritti, inclusi i dirigenti delle squadre, con passaporto di ben 70 diverse nazionalità. L’Italia è al primo posto con 31 atleti in campo, tallonata dall’India con 30.

Messico e Stati Uniti gli altri paesi con più rappresentanti, con 26 e 24 calciatori.

La Nigeria ha 21 convocati sparsi nei vari seminari pontifici. Seguono Spagna, Colombia e Camerun tutte presenti con più di dieci connazionali nel torneo.

Per gli amanti del calcio non sarà difficile riconoscerle in campo, dati i colori delle maglie da gioco, identiche a quelle delle loro Nazionali, Usa, Spagna, Messico e India (Collegio Damasceno).

Tutti e cinque i continenti presenti nel tesseramento, con giocatori anche di Tonga, Panama, Siria, Ciad, Russia, Malawi, Timor Est e Sud Sudan.

Sono solo quattro le squadre che hanno partecipato in ciascuna delle undici precedenti edizioni della Clericus Cup.

Nel ristrettissimo club delle fedelissime ci sono North American Martyrs, Collegio Urbano, Mater Ecclesiae e Sedes Sapientiae, unica fra le 4 affezionate a non aver mai conquistato il titolo. Dopo aver preso parte alla prima edizione del torneo, tornano gli Oblati di Maria Immacolata.

Il 2018 segna anche il debutto assoluto del Collegio Damasceno interamente composto da sacerdoti indiani, che in campo porteranno lodi e preghiere per Santa Teresa di Calcutta. All’insegna della fratellanza e dell’amicizia sportiva la mista, creatasi fra Anselmiano e Vaticano, insieme nel sodalizio che abbina i monaci benedettini dell’Aventino con i chierichetti del Papa del Preseminario Vaticano con altri sacerdoti che operano nella Città del Vaticano.

“Friendly” anche il clima istauratosi nella formazione denominata “San Guanella ed amici” che ha accolto diversi atleti religiosi accanto al nome del fondatore delle congregazioni cattoliche dei Servi della Carità e delle Figlie di Santa Maria della Divina Provvidenza.

Il Collegio Urbano con il Redemptoris Mater sono le squadre ad aver conquistato il maggior numero di scudetti Clericus: i seminaristi di Propaganda Fide così come i ragazzi del seminario neocatecumenale sono gli unici ad aver realizzato il “triplete”.

I Leoni d’Africa si sono laureati campioni nel 2017, 2015 e 2014; i redemptoristi vincendo invece nel 2007, nel 2009 e nel 2010.

I sudamericani del Mater Ecclesiae hanno conquistato invece due volte il “Saturno”, nel 2016 ai rigori e nell’edizione del 2008.

Doppio successo a stelle e strisce nel 2012 e nel 2013 per i seminaristi USA del North American Martyrs, mentre gli studenti della Gregoriana hanno vinto il titolo solo nel 2011. Le magnifiche 5 squadre titolate da quest’anno avranno una stelletta sul petto a ricordo dei rispettivi successi.

Ecco i quattro gironi dell’edizione 2018, con in neretto le quattro teste di serie del mondiale pontificio.
Girone A: Gregoriana, Mater Ecclesiae, Collegio Messicano, Collegio Damasceno
Girone B: Pontificio Collegio Urbano, Pio Latinoamericano, Altomonte, North American Martyrs
Girone C: Sedes Sapientiae, Collegio San Pietro Apostolo, Omi e Collegio Spagnolo
Girone D: Redemptoris Mater, Amici della Chape, San Guanella ed amici, e Anselmiano-Vaticano

La Clericus Cup ha un proprio sito web dedicato all’indirizzo http://www.clericuscup.it.

Video, fotografie, rassegna stampa, regolamento di gioco, classifiche, calendari e tutte le news dai campi del campionato di calcio clericale: un portale al servizio degli addetti ai lavori e dei semplici appassionati.

La Clericus Cup è ancora più “social” attraverso l’hashtag #ClericusCup: news, contenuti, immagini, video e interviste su Facebook, Twitter, YouTube, e Flickr documenteranno in diretta i vari momenti internazionali del Torneo, in costante contatto anche con l’universo di appassionati, followers o semplici curiosi.

Non mancheranno approfondimenti, rubriche e report che racconteranno il vissuto quotidiano dei Collegi partecipanti.

Media partner del torneo sarà Radio Vaticana Italia, che ospiterà risultati, commenti e storie dei protagonisti all’interno di “Non Solo Sport”, in onda la domenica alle 9.30 e il lunedì alle 11.35 e 18.35 su Radio Vaticana Italia- Segreteria per la comunicazione. RVI si può ascoltare a Roma città su 103.8FM, a Roma e provincia 105FM, in Italia sulla radio digitale DAB+ e il canale Tv 733.

In streaming su http://www.vaticannews.va. In questa edizione del Mondiale vaticano, Tv2000, la tv della Cei, dedicherà al torneo un’ampia parentesi nelle settimane in cui si gioca il torneo.

Da fine febbraio, nel mese di marzo e in maggio ogni lunedì la Clericus Cup sarà all’interno di “Sport 2000”, il rotocalco sportivo delle ore 19.

Fonte Sportmediaset

Foto tratta da Olimpopress.it

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