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Domani sera Fiorentina-Juventus e Giancarlo Antognoni parla di Chiesa e Bernardeschi, paragonandoli a Robben e Causio e Bruno Conti

Venerdi sera si gioca Fiorentina-Juventus e Giancarlo Antognoni parla di Federico Chiesa e di Federico Bernardeschi, due prodotti del vivaio viola che domani si troveranno di fronte con casacche diverse.

Li ha visti crescere, scrive La Gazzetta dello Sport, quando era accompagnatore delle nazionali giovanili e ha avuto il piacere di vederli esibire insieme nei suoi primi sei mesi da dirigente della Fiorentina.

Uno, Federico Bernardeschi, ha indossato la «sua» maglia, la 10, un numero storico per chi gioca al Franchi; l’altro, Federico Chiesa, ancora oggi arrossisce quando “Antonio” lo incoraggia, con carezze da padre. “Magari –spiega Giancarlo Antognoni li ritroveremo insieme nel nuovo corso azzurro”.

Bernardeschi e Chiesa si completano, lo hanno dimostrato nella Fiorentina. Stiamo parlando della meglio gioventù del calcio italiano. Qualità, potenza e gol garantiti”.

«Di Berna la prima cosa che mi ha colpito è la sua sicurezza – dice Antognoni -.

Ha personalità in dosi industriali. Non sente la pressione, non si spaventa mai.

Lo sta dimostrando anche nella Juventus. Lui ha la potenza nella velocità.

Quello che cercano oggi gli allenatori delle grandi squadre.

E ha anche un tiro niente male. Se continua a crescere, Federico può davvero diventare nel tempo l’erede di Dybala. Lui ha i colpi del trequartista.

Perché ha un bel tiro ma è anche abile a trovare l’imbucata dei compagni. Resto, comunque convinto, che lui abbia qualcosa anche del miglior Robben. Un esterno potente, capace di fare gol con quel suo sinistro micidiale”.

Su  Federico Chiesa: «Fatico a trovare nuovi aggettivi per Chiesa.

Nonostante l’ondata di popolarità, il nuovo contratto, i tanti elogi che raccoglie non è cambiato di una virgola. Continua a lavorare a testa bassa.

Continua a migliorare giorno dopo giorno. Quando è vicino all’area di rigore Chiesa crea spesso qualcosa di importante.

E’ già un attaccante da 10-12 gol garantiti. E crescendo ne farà sempre di più perché diventerà più lucido nell’ultimo colpo. Del resto, su questo fronte non potrebbe avere maestro migliore di babbo Enrico.

I due hanno tanto in comune. E non solo nei movimenti. Federico però è bravo anche ad aiutare i compagni in fase di non possesso palla. Ho letto che il suo idolo è Griezmann ma aspettiamo ad etichettarlo. Di sicuro calcia in maniera fantastica con entrambi i piedi.

E’ un attaccantieche in certi gesti ricorda anche le grandi ali dei miei tempi penso a Bruno Conti e a Causio».

Se lo dice Giancarlo Antognoni, uno che di calcio se ne intende per davvero, c’è da crederci!

 

foto tratta da : sky sport

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