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Roma: il perchè di una crisi

la Roma sta attraversando un periodo di crisi che ne mette in discussione l’intera stagione agonistica

Siamo solamente a fine gennaio e la Roma sta attraversando un periodo di crisi che ne mette l’intera stagione : i tifosi sono già sul piede di guerra.

La Roma ad inizio mercato veniva accreditata come la più probabile ed accreditata rivale nella corsa allo scudetto in virtù di una qualità di organico più o meno simile allo squadrone bianconero.

Aveva sì perso Salah e Totti ma al loro posto era arrivato Shick, Defrel, Pellegrini, Gonalons  e altri giocatori di ottimo livello internazionale (pensiamo a Kolarov)  e giovani di belle speranze (Under ad esempio) e gli inizi di campionato con tante belle vittorie e tanti gol confermavano la competitività dei giallorossi.

Invece, subito fuori dalla Coppa Italia per mano del Torino e distanza abissale dal Napoli e Juventus in Campionato con un meno 16 dai partenopei e meno 15 dai bianconeri che non lascia discussioni già a gennaio.

Rimane ancora in lotta per la Champions League ma solo perchè l’Inter  che la precede al quarto posto di tre punti viaggia a sua volta a media retrocessione e la Lazio – pure avanti di 5 punti – si ritiene fortemente penalizzata da arbitri e Var.

Analizziamo il perchè questa crisi: tre i fattori che a nostro avviso spiegano il momentaccio dei giallorossi:

1) incertezza sugli obiettivi della proprietà e la fallimentare gestione tecnica di Monchi:

Al Presidente Pallotta viene rimproverata l’assurdità di mettere in vendita a gennaio il suo goleador principale (Dzeko) e pensare che questi possa essere sostituito da Defrel e Shick e che Naingollan (all’Evergrande) e Dzeko (al Chelsea) erano stati praticamente venduti senza alcun rimpiazzo tecnico quasi che il progetto tecnico scompaia di fronte allle necessità di bilancio.

E il grande dubbio che il Presidente sia più interessato alla costruzione dello stadio che non alla squadra serpeggia sempre di più nei preoccupati tifosi romanisti.

Come mai, poi, queste continue esigenze di bilancio? e perchè mai anticipare le plusvalenze già a gennaio senza attendere giugno?

Gestione Monchi: a parte Kolarov e di recente Pellegrini nessun suo acquisto estivo fa parte della rosa dei titolari.

Sono stati spesi oltre 80 milioni di euro per Defrel, Shick e Under che al momento non solo non hanno ripagato il sacrificio economico e sono stati spesi altri soldi per comprimari (Moreno, Gonalons ad esempio) che non si sono mai fatti vedere in campo.

2) la gestione tecnica di Di Francesco : al tecnico abruzzese viene rimproverata la eccessiva semplicità della sua conduzione e la rigidità degli schemi prevalentemente offensivi.

In sintesi: i tifosi hanno notato che se si deve vincere l’allenatore inserisce attaccanti mentre se sta vincendo inserisce difensori  con la conseguenza di non creare, attraverso i cambi, mai alternative di gioco e cambi di passo.

Spesso i suoi cambi si rivelano sbagliati o comunque di nessun impatto sulla partita  così come attraverso l’appalicazione dei suoi schemi, ha allontanato Naingollan dall’aera di rigore avversaria dove l’anno scorso aveva dimostrato di essere efficacissimo  e di non essere incapace di risolvere il problema dell’assenza di palle giocabili per Dzeko, perennemente di spalle alla porta.

Altri calciatori come  ad esempio Gerson non hanno ancora capito quale sia la sua reale collocazione tattica e Bruno Pres e Juan Jesus non sembrano giocatori da Roma e la difesa ne soffre e si salva come reparto solo in virtù della straordinaria stagione che sta vivendo in porta Alisson.

Anche la posizione di Florenzi lascia perplessi attesa l’attuale impossibilità atletica e fisica (reduce da un grave incidente) del jolly romanista di fare tutta la fascia.

3) Calciatori irriconoscibiliDzeko e Naingollan su tutti sembrano i gemelli scarsi dei calciatori splendidi visti lo scorso anno per passare a Strootman che appare lontano da una condizione fisica accettabile e Florenzi che. dopo  l’infortunio, non appare più tornato ai livelli soliti.

Anche De Rossi sembra giunto al tramonto di una strepitosa carriera e El Sharawi non sembra poter emulare le gesta –  con gol e assist – di Momo Salah, frettolosamente ceduto al Liverpool.

La situazione non è delle migliori ma dovrà essere rimediata in fretta se si vuol continuare a lottare per la quarta posizione in campionato e proseguire il cammino in Champions League dove la Roma è attesa dallo Shaktar Donetsk per un passaggio del turno certamente alla portata della squadra giallorossa.

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