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CESARE PRANDELLI : un maestro di calcio vittima di scelte sbagliate

Cesare Prandelli, un maestro di calcio vittima di scelte professionali sbagliate

Qualche giorno fa Cesare Prandelli è stato esonerato dall’Al Nasr, squadra degli Emirati Arabi che allenava da pochi mesi, colpevole solo per aver perso ai rigori la qualificazione nel torneo di Coppa.

Terzo esonero consecutivo dopo Valencia e Galatasaray le cui esperienze erano durate poco e su Cesare Prandelli è scesa inesorabilmente la maledizione di tutti gli  ex CT della Nazionale Italiana.

Ma quanta colpa ha il tecnico bresciano in questi tre esoneri? è davvero colpa sua per essere diventato improvvisamente brocco oppure è stato semplicemente sfortunato nelle scelte professionali?

Non crediamo alla prima ipotesi : Prandelli è stato sempre un tecnico stimatissimo e ha fatto bene ovunque abbia allenato, da Verona a Parma fino alla consacrazione alla Fiorentina che gli ha consentito il grande salto sulla panchina della Nazionale Italiana.

A Firenze il popolo viola lo adorava : “Benvenuti al Cesare Prandelli show” recitava uno striscione all’ingresso delle squadre in campo al Franchi e tuttora resta uno fra gli allenatori tra i più amati di sempre.

Ha ottenuto risultati splendidi grazie alla  concretezza e spettacolarità del gioco espresso: solo la Viola di Montella ci è andata vicino ma con una squadra decisamente più forte.

Ancor prima della Viola lo aveva chiamato il Presidente Sensi sulla panchina della Roma ma lui declinò per la grave malattia che aveva colpito la moglie.

Anche in Nazionale ha fatto benissimo: ha raggiunto la finale degli Europei con una squadra mediocre e  fu battuto solamente dalla Spagna stellare delle ultime generazioni.

E allora perchè Cesare non ne azzecca più una?

Al Galatasaray – dove si rifugiò subito dopo  aver lasciato la Nazionale – fu tradito dalle promesse del Presidente che gli aveva garantito acquisti fenomenali tali da trasformare un organico mediocre in unaa squadra all’altezza delle grandi di Europa senza poi mantenere fede agli impegni.

A Valencia Prandelli fu tradito dalla voglia di risistemare tutto e subito un ambiente che da due anni non trovava pace per carenza di serietà e professionalità e il tecnico bresciano non gradiva alcuni atteggiamenti dei suoi calciatori.

Celebre il suo sfogo in sala stampa prima di una trasferta contro la Real Sociedad : “Non è un problema di moduli, di chi gioca o chi non gioca. È un problema di serietà e professionalità. Sono due anni che il club è in questa situazione, non è questione di due mesi. E tutti stiamo lavorando per farla crescere. Questa è la mia opinione, ci tenevo a dire come stanno le cose e l’ho fatto”.

Parole che gli si ritorsero contro contro e l’avventura finì rapidamente.

Dell’avventura all’Al Nasr si sa poco e Prandelli non ha ancora raccontato la sua versione.

Forza Cesare: vai avanti,  il calcio ha bisogno della tua classe, della tua esperienza, del tuo stile e soprattutto della tua idea del gioco,

Il cartello  con la scritta “Benvenuti al Cesare Prandelli show” ti aspetta ancora.

 

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